Progetto GreenTech: CO2 e acque di scarto diventano una risorsa

L’azienda fondata da Matteo Moglie, Eng. PhD dell'Università Politecnica delle Marche, e Giulio Santori, ora Lecturer ad Edimburgo, si è occupata fin dall’inizio di studi sulle microalghe.

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Per far fronte ad un problema sempre più attuale come l’emissione di CO2 in atmosfera, GreenTech s.r.l. risponde con un’idea di sicura innovazione. L’azienda fondata da Matteo Moglie, Eng. PhD dell’Università Politecnica delle Marche, e Giulio Santori, ora Lecturer ad Edimburgo, si è occupata fin dall’inizio di studi sulle microalghe.

Si tratta, infatti, di organismi fotosintetici unicellulari che utilizzano la CO2 ambientale per sintetizzare una vasta gamma di molecole interessanti, dai trigliceridi utilizzabili per la produzione di biodiesel, ad alcune molecole con azione nutraceutica, come i carotenoidi o gli acidi grassi omega-3 a catena lunga.

La loro elevata produttività e il fatto che le microalghe crescono in terreni di coltura sterili a costi di produzione decrescenti, uniti alla domanda crescente per alcune di queste molecole, sono elementi che rendono le microalghe molto interessanti per applicazioni nel campo della chimica fine, della nutraceutica, della produzione di farmaci.

L’idea del team è quella di utilizzare acque di scarto come ad esempio reflui zootecnici o acque di vegetazione (scarto della produzione dell’olio) per il nutrimento della biomassa algale. Le alghe hanno bisogno di luce, anidride carbonica e nutrimento, rappresentato da azoto e fosforo di cui sono naturalmente ricchi i reflui zootecnici e le acque di vegetazione. In particolare, le alghe si sono rivelate eccellenti nella rimozione dei nutrienti, dei contaminanti organici, dei metalli pesanti e dei patogeni nelle acque di scarico domestiche.

L’ossigeno sviluppato durante il processo fotosintetico permette infatti l’ossidazione degli inquinanti organici, mentre il pH basico che si ottiene da colture algali dense determina la precipitazione dei fosfati e dei metalli pesanti. Il processo per il trattamento dei reflui potrebbe essere una risposta alla riduzione e allo smaltimento delle 150 milioni di tonnellate all’anno di reflui liquidi e solidi di diverse tipologie prodotte dalle aziende zootecniche italiane.

Si ringraziano per l’articolo gli Ingegneri della GreenTech s.r.l.:

Close-up Engineering – ©riproduzioneriservata

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